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Parchi - Aree protette e grotte

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lunedì 25 settembre 2017
Parchi - Aree protette e grotte
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Parco ComunaleSorto su aree di proprietà ducale e dei canonici della Cattedrale per volere di Paolo Odescalchi, vescovo di Atri. Esteso parco-giardino all'italiana, fu riorganizzato ai primi di questo secolo su base architettonica con geometrici tracciati.
Si stende su due aree pianeggianti e sbalzate a terrazze per circa tre ettari, in una posizione ideale, aerea e soleggiata. Lunghi viali asfaltati rigorosamente chiusi al traffico, panchine sparse in ogni dove e boscosità elevata lo rendono adatto ai visitatori di ogni età per un soggiorno qieto e gioioso. L'aria balsamica, profumata da mille fiori, merita di essere respirata a pieni polmoni. Il parco comunale

E' ampiamente illuminata di notte. All'ingresso due fontane, con due conche abruzzesi, disegnano giochi d'acqua. Via via che ci si inoltra, si possono notare prati verdi, aiuole multicolorate e viali rettilinei, adorni di siepi di bosso con presenza di alberi e piante di numerosissime specie tra cui ricordiamo le nordiche (abete bianco, abete rosso, betulle, pino montano, silvestre, ecc. ) e le mediterranee(palma, pino marittimo, ginepro, ecc.).

il Parco comunale Arricchiscono il Parco le invenzioni in pietra: residui di originalii sculture, tavole e sedili e nel comparto orientale la piccola area sportiva polivalente, interessante su un'ampia radura, inghiaiata, la grande vasca circolare con giochi d'acqua e luci colorate di notte. A terminale si arriva al "Belvedere", tutto lastricato in porfido; dalla lunga e mistilinea balaustra ci si affaccia verso il mare Adriatico, di cui si scorge a tratti la linea di costa.

Arricchiscono il Parco le invenzioni in pietra: residui di originalii sculture, tavole e sedili e nel comparto orientale la piccola area sportiva polivalente, interessante su un'ampia radura, inghiaiata, la grande vasca circolare con giochi d'acqua e luci colorate di notte. A terminale si arriva al "Belvedere", tutto lastricato in porfido; dalla lunga e mistilinea balaustra ci si affaccia verso il mare Adriatico, di cui si scorge a tratti la linea di costa.

E' visibile con i suoi viadotti anche il nastro autostradale. Il lato orientale del Belvedere è eretto sopra grosse mura di resti di un'antica fortezza che fu anche palazzo estivo dei vescovi locali. Il paesaggio, ricco di lontane prospettive, affascina il visitatore, che gode pienamente di questa esaltazione della natura che qui è gelosamente conservata e protetta. I superbi effetti di luce e di ombre, i pergolati, le grotte verdi e i boschetti, le fresche ed estese zone ombreggiate che si incontrano, danno un senso di raggiunta e quieta intimità, non interrotta, anzi addolcita dai festosi e rumorosi giochi dei bambini.

Riserva Naturale Regionale dei Calanchi di AtriLa Riserva Naturale Regionale dei Calanchi di Atri è stata istituita con Legge Regionale n.58/1995 e dal 1999 è diventata anche Oasi WWF, in quanto il Comune di Atri l’ha affidata in gestione al WWF Abruzzo, che si avvale dei servizi della cooperativa Pacha Mama.
La sua estensione è di 380 ettari circa e si sviluppa dai 106 metri del fondovalle del Torrente Piomba ai 468 metri del Colle della Giustizia.

L’area accoglie una delle forme più affascinanti del paesaggio adriatico: i calanchi, maestose architetture naturali conosciute anche come “bolge” o “scrimoni”.

I Calanchi Queste straordinarie formazioni geologiche sono originate dall’erosione del terreno argilloso, provocata dalle passate deforestazioni e favorita dai continui disseccamenti e dilavamenti, che rendono visibili numerosi fossili marini.
In Abruzzo i calanchi sono presenti in numerose zone collinari, ma solo ad Atri caratterizzano così fortemente il paesaggio.
L’habitat è ricco e vario: fossi, laghetti, macchie boschive, campi coltivati e rimboschimenti si alternano alle rupi calanchive.(Per più informazioni sui calanchi clicca qui ...)

Il sistema delle Oasi del WWF

Il WWF Italia gestisce Oasi fin dalla sua fondazione e con il passare del tempo è riuscito a creare un sistema di ambienti naturali di grande valore, dove hanno trovato rifugio animali e vegetali di notevole interesse naturalistico. Le Oasi WWF rappresentano un patrimonio straordinario fatto di oltre cento aree protette, per un totale di circa 32.000 ettari: un unico, grande parco naturale sparso su tutto il territorio nazionale, difeso, gestito e promosso dalla più grande e conosciuta associazione ambientalista italiana.

La flora dei Calanchi

Nonostante la presenza dei calanchi possa far pensare ad un ambiente difficile per la vita delle piante, la Riserva ospita numerose specie.
Alcune aree boschive sono localizzate lungo i corsi d’acqua e sono costituite da Salici (in particolare Salice bianco) e Pioppo bianco, con Sambuco e Vitalba. Nel Fosso La Plaia si trova un denso popolamento di Frassino.
Attorno ai laghetti artificiali si osserva la presenza di specie idrofile come la Tifa, l’Equiseto, la Canna di palude e la Lenticchia d’acqua.
Alcuni terreni, un tempo coltivati, sono stati ricolonizzati da arbusti come il Prugnolo, la Rosa selvatica, il Biancospino, la Sanguinella, il Rovo e l’Olmo campestre.
Dove l’espansione è più avanzata si è creata una macchia fatta di Roverella e Pino d’Aleppo misti a Rosmarino, Ulivo, Sorbo domestico, Asparago e Vischio quercino, spesso ricoperti dall’Edera.
Altre aree sono occupate da recenti rimboschimenti effettuati con Leccio, Pino nero, Pino d’Aleppo, Cipresso, Tuia e Cedro.
Sui calanchi l’insediamento della vegetazione è arduo: le aride argille sono ravvivate da Cappero, Carciofo selvatico e Gladiolo selvatico.
Sui suoli sovrastanti i calanchi si insediano la Tamerice, la Ginestra odorosa e, utilizzata nell’industria alimentare fin dal 1811, la Liquirizia.

La fauna dei Calanchi

Nella Riserva dei Calanchi sono presenti alcune specie faunistiche di rilevante importanza.
Tra gli uccelli, oltre a piccoli passeriformi come la Sterpazzola, l’Occhiocotto e il Canapino, è possibile osservare numerosi rapaci (Poiana, Gheppio e Sparviero) che nidificano con alcune coppie.
Nei pressi della Riserva sono stati segnalati il Falco lanario e il Falco pellegrino.
Tra i rapaci notturni, nei ruderi di alcune case coloniche e nelle cavità di grandi alberi nidificano il Barbagianni, la Civetta, l’Allocco e l’Assiolo.
Nei periodi di migrazione è possibile osservare l’Albanella reale e l’Albanella minore.
Tra i rettili segnaliamo il Cervone, la Biscia dal collare e l’Orbettino, tra gli anfibi il Rospo smeraldino dalla livrea pezzata.
Sono presenti numerosi mammiferi: Volpe, Riccio, Talpa, Lepre, Donnola, Faina, Puzzola, Tasso, Quercino e Moscardino.
L’Istrice, simbolo della Riserva, è segnalato nell’area da oltre venticinque anni, nonostante le sue abitudini notturne e il carattere fortemente elusivo.

I sentieri

La Riserva è priva di recinzioni, pertanto può essere visitata liberamente percorrendo i quattro sentieri segnalati, che partono dal Colle della Giustizia e sono tutti collegati ad anello:

1. Strada Brecciara (tempo di percorrenza: 2 ore / 2 ore e mezza)
2. Strada San Paolo (tempo di percorrenza: 2 ore / 2 ore e mezza)
3. Sentiero Casale (tempo di percorrenza: 2 ore / 2 ore e mezza)
4. Sentiero Colle Varese (tempo di percorrenza: 2 ore / 2 ore e mezza).


Per svolgere le escursioni è necessario un abbigliamento adeguato: scarponcini da trekking o scarpe da ginnastica, pantaloni lunghi, cappellino per proteggersi dal sole.
Si consiglia di portare una borraccia, un binocolo e/o una macchina fotografica.

Le attività

La Riserva costituisce un vero laboratorio all’aria aperta che, grazie alla sua bellezza paesaggistica, alle presenze florofaunistiche ed alle piccole aziende agricole, si presta a numerose attività di educazione ambientale.
In primavera viene organizzato un programma di escursioni guidate rivolte ai ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori, con la presenza di accompagnatori di media montagna e operatori specializzati del WWF. È necessaria la prenotazione.
Durante l’anno scolastico nelle scuole che ne fanno richiesta viene allestita una mostra didattico-illustrativa sulla Riserva, costituita da pannelli montati su espositori lignei che, con un linguaggio semplice ed una grafica accattivante, descrivono le caratteristiche dei calanchi (flora, fauna, geologia, fossili, farfalle ecc.).
In estate viene organizzato un programma di escursioni guidate pomeridiane rivolte a turisti ed abitanti di Atri, con la presenza di accompagnatori di media montagna e operatori specializzati del WWF. Alcune visite si svolgono nelle serate di luna piena, in un’atmosfera di grande suggestione.

Indirizzo
Palazzo Municipale - Piazza Duchi d’Acquaviva
Referente De Ascentiis Adriano
Telefono
0858780088
fax 0858780088
e-mail
info@riservacalanchidiatri.it
Sito Web
http://www.riservacalanchidiatri.it/
Note
Per informazioni su tutte le attività (calendario, orari, modalità di svolgimento, prenotazioni) rivolgersi all’Ufficio della Riserva, c/o Palazzo Municipale (piano terra) ed ai numeri sopra indicati.

Le GrotteLe grotte Le Grotte, che si spalancano maestose nella parte meridionale della città, sono "una colossale opera umana che ha sfidato il tempo, e che tuttora presenta un fascino davvero misterioso". Si tratta di un poderoso sistema di grotte e grotticelle tutte collegate con pareti non rivestite, in cui si nota chiaramente l'uso dell'"opus signinum", che la fanno ritenere una grandiosa cisterna d'acqua di età romana.
Il complesso archeologico finora esplorato ha una pianta somogliante ad un trapezio rettangolare in cui il lato maggiore verso l'esterno misura m.35,90, quello minore m;18,75 e l'altezza m.20 circa, con una superficie di circa mq.700.
La conserva d'acqua costituiva una grossa riserva di acque fresche, limpide e pure; nell'antichità si risparmiava ogni goccia d'acqua. Inoltre la posizione interrata serviva a mantenere le acque fresche ad una temperatura costante in qualsiasi periodo dell'anno.
Le pareti sono parzialmente intonacate. Tutti gli angoli sono arrotondati per mezzo dell'"opus signinum", allo scopo di evitare depositi difficilmente asportabili mentre tra pareti e pavimento corrono i tipici cordoni, quasi piani. La conserva d'acqua é formata da quattro navate e tre gallerie, mentre nella zona delle "Grotticelle" si aprono due gallerie principali e sette laterali.
 

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